Tra Italia e Germania, diritto, cultura e scambi accademici
Dall’esperienza come borsista DAAD all’attuale presidenza di ADIT: Angela Linda Lettieri racconta il proprio percorso professionale e le sfide future della rete Alumni DAAD in Italia, nel quadro della cooperazione accademica italo-tedesca.
Qual è stata la sua esperienza personale di borsista con il DAAD?
Il DAAD ha sostenuto la mia formazione nel 2007 con un Forschungsstipendium nel corso dei miei studi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Tubinga per il conseguimento del titolo di Legum Magister e poi ancora nel 2009 e 2011 con due borse di studio per la partecipazione alla Europäische Sommerakademie del Gustav Stresemann Institut di Bonn con approfondimento di temi giuridici, politici, economici e culturali europei e visita delle Istituzioni europee a Bruxelles e Lussemburgo.
Come ha influito quell’esperienza sulla sua carriera professionale?
Queste esperienze hanno rafforzato l’intenzione di abbracciare l’attività forense italo-tedesca ed iniziare la mia carriera nell’ambito del diritto civile e internazionale privato che mi vede tuttora impegnata nella professione di avvocato nello Studio legale di famiglia specializzato da più di quarant’anni nell’attività giuridica tra l’Italia ed i Paesi di lingua tedesca, alla quale si sono aggiunte esperienze accademiche ed attività scientifiche e paraprofessionali come relatrice in convegni e autrice di pubblicazioni in Italia e in Germania nonché come co-coordinatrice della Segreteria Generale dell’Associazione per gli Scambi Culturali tra Giuristi Italiani e Tedeschi.
Quali sono le sfide più importanti del suo nuovo incarico di Presidente dell’ADIT?
Sin da subito ho individuato nell’ampliamento della compagine sociale e della diffusione dell’ADIT gli scopi del mio incarico. Spesso gli ex borsisti trascurano l’aspetto del successivo Alumni-Netzwerk, impegnandosi in attività prettamente inerenti al loro ambito lavorativo ed accademico. L’ADIT si presenta come associazione intergenerazionale, interdisciplinare e multidisciplinare: la ritengo un ente sui generis e necessario, capace di far dialogare e legare persone diversissime tra loro per Lebenserfahrungen und -einstellungen, eppure unite dalle straordinarie opportunità offerte dal DAAD.
Come valuta lo stato attuale della cooperazione accademica italo-tedesca?
La cooperazione accademica italo-tedesca è vivace, solida, strategica. Riflette l’intensità dei rapporti politici, socio-economici e culturali tra i nostri Paesi che quest’anno festeggiano 75 anni di relazioni diplomatiche. E’ di pochi giorni fa la sottoscrizione di una Dichiarazione congiunta tra il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) italiano e il corrispettivo tedesco BMBF che rafforza il partenariato tra Italia e Germania focalizzandolo su ricerca avanzata, mobilità studentesca e innovazione tecnologica. Peraltro, esistono notoriamente diversi corsi di studio congiunti nei cicli di laurea triennale e magistrale e nell’ambito di programmi di dottorato. La Germania rimane una meta molto ambita per studenti e studiosi italiani, pure a volte ancora timorosi per la lingua tedesca che, sì, non è certo semplice, ma che vanta una straordinaria ricchezza semantica e lessicale di grande ispirazione. Dall’altra parte, esiste storicamente un vero e proprio Drang nach Süden che porta tanti studenti e studiosi tedeschi ad optare per il Belpaese anche per calarsi in una quotidianità molto diversa dalla propria.
C’è un progetto in particolare che vorrebbe realizzare nel suo nuovo ruolo?
Assieme al nuovo Consiglio Direttivo sto già lavorando all’ingresso dell’ADIT sui social networks, mezzi di comunicazione ormai irrinunciabili. È desiderio condiviso, inoltre, offrire occasioni di incontro e confronto ad un numero sempre maggiore di ex borsisti, tanto su loro iniziativa che in collaborazione con realtà similari straniere. Colgo, a tal proposito, l’occasione per invitare chi mi sta leggendo a farci pervenire idee, suggestioni, proposte concrete. Saranno vagliate con la dovuta attenzione e il sincero entusiasmo di chi intende esprimere la sua gratitudine al DAAD che generosamente ci ha sostenuti e ancora ci sostiene.